Google Consent Mode V2: Cos’è e Perché Implementarla

Di Lara Vedovato

4 Febbraio 2024

In questi ultimi mesi c’è un gran parlare della Google Consent Mode nella versione 2. Abbiamo voluto raccogliere in questo articolo tutte le informazioni utili per capire cos’è la Consent Mode, quando e perché è stata introdotta e come mai da marzo 2024 è necessario implementare la nuova versione.

Cos’è la Google Consent Mode?

La Google Consent Mode è una modalità introdotta da Google nel 2020 che, collegandosi alle piattaforme di Content Management Platform (es: Cookiebot, Iubenda), recepisce qual è il consenso dei cookie rilasciato dagli utenti, lo tiene in memoria e lo passa ai servizi Google: GA4 e Google ADS.
L’obiettivo principale è capire che se un utente non accetta i cookies, GA4 e Google ADS riescano a registrare eventuali conversioni (seppur in maniera anonima). In questo modo, Google continua a importare su GA4 e Google ADS le conversioni e permette di continuare a capire se le campagne performano o meno. È fondamentale averla quindi se fai delle campagne Google ADS.

Cos’è la Consent Mode V1
La Consent Mode nel momento in cui i browser hanno iniziato a gestire in maniera diversa i cookies e i siti hanno adottato le direttive della GDPR attraverso il banner di scelta dei cookies da parte degli utenti. Google ha introdotto questa modalità per far sì che le aziende che utilizzano i propri servizi continuino a vedere quali sono le sorgenti che convertono e riescano ad ottimizzare le performance delle campagne su Google ADS.

Perché è arrivata la Consent Mode V2

La Google Consent Mode V2 è nata in seguito al Digital Markets Act (DMA), ovvero un regolamento europeo che ha l’intento di verificare che non ci sia una concorrenza sleale sulle piattaforme digitali (in sostanza che non ci siano poche e grandi aziende che possono influenzare in qualche modo il mercato o dominarlo) e tutelare i diritti degli utenti che frequentano l’online. Attualmente sono stati individuati alcuni gatekeepers come Google, Microsoft, TikTok, Facebook, Apple i quali si stanno adeguando alle regole.

Alcune riguardano per esempio l’impossibilità di pre-installare su smartphone certe applicazioni impedendo agli utenti di disinstallarle o di impedire che venga installato di default un browser. Queste aziende gatekeeper hanno inoltre l’obbligo di essere trasparenti sulla gestione dei dati degli utenti e permettere agli utenti di rinunciare a servizi precedentemente accettati (per esempio nel nostro account personale Google possiamo decidere di scollegare Youtube).

Sembra inoltre che da marzo 2024, data di entrata in vigore della legge, Google debba tenere un registro delle scelte dei consensi degli utenti. Per questo motivo hanno dovuto lavorare ad una versione aggiornata della Consent Mode.

Questa nuova versione introduce due nuovi parametri ad_user_data che identifica se è possibile passare delle informazioni personali e il secondo ad_personalization che identifica se è possibile fare una targetizzazione personale su quell’utente (retargeting, remarketing).

Google ha collaborato con i principali CMP per essere sicuro che la Consent Mode possa venire implementata nella maniera più corretta. Cookiebot e Iubenda per esempio sono riconosciuti come partner ufficiali e tra i template di Google Tag Manager potete trovare i modelli da utilizzare.

In cosa consiste l’implementazione della Consent Mode V2

L’implementazione della Consent Mode Versione 2 è abbastanza semplice e veloce da attuare e vi raccomandiamo di effettuare perché le vostre campagne Google ADS e GA4 potrebbero non raccogliere più i dati di conversione ed in futuro si potrebbe arrivare ad una sospensione degli account non compliant. Suggeriamo inoltre di utilizzare i CMP riconosciuti come partner da Google per una implementazione più sicura.

Attualmente ci sono due tipi di configurazione della Consent Mode: la Basic e la Advanced.
Nella versione Basic, se l’utente che arriva nel sito, non accetta i cookies, la Consent Mode disabilita anche la possibilità di registrare la conversione su GA4 e Google ADS. In questo caso, risulta che abbiamo implementato la Consent Mode (non correte il rischio di vedere l’account sospeso), ma avrete difficoltà ad ottimizzare e far performare le campagne.

Nella versione Advanced, se l’utente non accetta i cookies, la Consent Mode cambia il modo con cui gestisce le informazioni. Non usa più i cookies, ma trasferisce le informazioni attraverso dei “ping” e traccia così l’eventuale conversione.
Le conversioni generate da utenti che non hanno accettato i cookies sono conversioni modellate ossia non sono collegate ad uno specifico utente, in quanto non ha informazioni.

Source Image https://support.google.com/google-ads/answer/10548233?hl=en

Consent Mode

Cosa ti resta da fare?

 

Ti lasciamo una checklist:

  • verifica se hai un banner che gestisce il consenso dei cookies degli utenti
  • assicurati che sia implementata la Consent Mode (dalla console del browser verifica se è presente il tag “consent” default e update)
  • implementa la Consent Mode V2 seguendo le guide rilasciate dal CMP a cui ti sei affidato
  • verifica che siano presenti e gestiti i 2 parametri ad_user_data e ad_personalization (sempre attraverso la console del browser)

 

Se hai bisogno di supporto scrivici!

Scritto da

Lara Vedovato

Mi occupo di SEO (Search Engine Optimization) dal 2002. Fortemente orientata al raggiungimento dei risultati e alla loro qualità, analizzo le performance legate alla digital e alla sales strategy.

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